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[ 11 nov 2009 ]
Le100leggi #002: l’effetto face-ism

Generalmente un regista che debba inquadrare un personaggio di cui voglia sottolineare l’intelligenza o il carattere userà un primo o primissimo piano, mentre se vorrà indugiare sulla seduttività del medesimo, adotterà un piano medio o una figura intera. E c’è di più: indipendentemente dalla volontà di sottolineare un intento seduttivo, l’uso del primo piano sarà molto più frequente nel ritrarre uomini piuttosto che donne. (…)

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[ 6 nov 2009 ]
Dove c’è Barilla c’è caos.

Anche senza voler scomodare la crisi dei subprime, da Parmalat ad Alitalia la storia economica del belpaese ci insegna a non avere certezze. Eppure, se qualche punto fermo ancora c’è, Barilla è di sicuro uno di questi. Dal 1877 quello che originariamente era solo un pastificio è diventato il leader mondiale della pasta, quello europeo dei sughi pronti e quello italiano dei prodotti da forno. Ovviamente si arriva (…)

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[ 4 nov 2009 ]
Effetto lowmarks. (ultima parte)

Per un ‘persuasore occulto’ creare un consumatore guidato dall’amore cieco per un marchio è la sfida più entusiasmante: in fondo la manipolazione di cervello, mente e ambiente è l’arma principale di ogni buon pubblicitario e, ammettiamolo, anche una delle caratteristiche più divertenti di questa professione. Eppure, per quanto la gestione delle istanze più primitive e immediate degli individui e dei gruppi rimanga uno degli strumenti più potenti, non si può più prescindere da un ambiente competitivo nel quale è spesso la tanto vituperata logica a fare la differenza. Con buona pace dei Lovemarks (…)

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[ 1 nov 2009 ]
Effetto lowmarks. (2° parte)

«Brands are out of juice». I marchi sono stati spremuti sino all’ultima goccia, e la vecchia concezione di brand non permette più l’ascesa vertiginosa che ha portato alla globalizzazione. È questa la convinzione da cui Kevin Roberts, guru dell’advertising, parte per proporre una rivoluzione della comunicazione aziendale che cambi le regole del gioco dalle fondamenta: i marchi sono stati sovraesposti, non hanno più mistero, sono incapaci di capire il consumatore e di avere un’identità propria, sono schiavi di formule standardizzate e sono stati soffocati da un conservatorismo ottuso. (…)

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[ 30 ott 2009 ]
Effetto lowmarks. (1° parte)

All’indirizzo di Blog Comunicazione è giunta una lettera. Il mittente è il social media coordinator di Ammiro Partners Roma, una nota agenzia di marketing che collabora con uno dei più importanti nomi della pubblicità mondiale, e nella mail si segnala alla nostra attenzione l’ultima pubblicità curata per un famosissimo brand automobilistico.
Lo strumento della ‘segnalazione’ è sempre più frequente e per ora è di certo una strategia efficace ed efficiente, per usare il binomio tanto caro alla gestione aziendale. È tutt’altra cosa rispetto al criticabile costume delle ‘recensioni retribuite’ tanto diffuso in rete (…)

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[ 28 ott 2009 ]
Beacon and ads, fino alla morte.

Il termine ‘beacon’ indica qualcosa di volutamente massiccio ed evidente, creato con l’intento di attirare l’attenzione su un luogo specifico. Ma il termine beacon associato alla parola Facebook indica qualcosa di ancora più specifico: uno dei sistemi pubblicitari sui quali Zuckerberg ha puntato molto negli ultimi due anni. Il punto è che ora questa grande scommessa fatta dall’azienda di Palo Alto e dai suoi stakeholders è stata persa, dimostrando che nel mondo dell’internet advertising anche i colossi sono alquanto smarriti. (…)