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articoli nella categoria corporate image

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[27 dic 2009 | nessun commento | ]
Le100leggi #004: il rasoio di Occam

Ludwig Mies van der Rohe, architetto tedesco celebre per il suo straordinario gusto per l’essenzialità di una progettazione ‘pelle e ossa’ (“skin and bone”), ha coniato uno dei motti di maggior successo della modernità: “il meno è più” (“less is more”).
Questa idea di privilegiare un approccio pulito e minimalista al design riscontra da qualche decennio una fortuna tanto indiscussa da essere assurto a ‘comandamento’ per il designer contemporaneo (il fantastico duo Jobs e (…)

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[27 nov 2009 | 2 commenti | ]
Mc Donald’s al verde, visto?

Abbiamo già parlato dei “lovemarks”: quei marchi di indiscusso successo che hanno saputo trasformarsi da ‘brandroidi’ (altro neologismo targato Kevin Roberts) in catalizzatori economico-emotivi che si muovono nel contesto della attraction economy. Dà i brividi, esatto. (…)

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[6 nov 2009 | 3 commenti | ]
Dove c’è Barilla c’è caos.

Anche senza voler scomodare la crisi dei subprime, da Parmalat ad Alitalia la storia economica del belpaese ci insegna a non avere certezze. Eppure, se qualche punto fermo ancora c’è, Barilla è di sicuro uno di questi. Dal 1877 quello che originariamente era solo un pastificio è diventato il leader mondiale della pasta, quello europeo dei sughi pronti e quello italiano dei prodotti da forno. Ovviamente si arriva (…)

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[1 nov 2009 | 4 commenti | ]
Effetto lowmarks. (2° parte)

«Brands are out of juice». I marchi sono stati spremuti sino all’ultima goccia, e la vecchia concezione di brand non permette più l’ascesa vertiginosa che ha portato alla globalizzazione. È questa la convinzione da cui Kevin Roberts, guru dell’advertising, parte per proporre una rivoluzione della comunicazione aziendale che cambi le regole del gioco dalle fondamenta: i marchi sono stati sovraesposti, non hanno più mistero, sono incapaci di capire il consumatore e di avere un’identità propria, sono schiavi di formule standardizzate e sono stati soffocati da un conservatorismo ottuso. (…)

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[30 ott 2009 | nessun commento | ]
Effetto lowmarks. (1° parte)

All’indirizzo di Blog Comunicazione è giunta una lettera. Il mittente è il social media coordinator di Ammiro Partners Roma, una nota agenzia di marketing che collabora con uno dei più importanti nomi della pubblicità mondiale, e nella mail si segnala alla nostra attenzione l’ultima pubblicità curata per un famosissimo brand automobilistico.
Lo strumento della ’segnalazione’ è sempre più frequente e per ora è di certo una strategia efficace ed efficiente, per usare il binomio tanto caro alla gestione aziendale. È tutt’altra cosa rispetto al criticabile costume delle ‘recensioni retribuite’ tanto diffuso in rete (…)

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[26 ott 2009 | nessun commento | ]
L’evoluzione del logo Playstation.

Bisogna ammettere che le console da gioco casalinghe, in un’epoca nella quale i computer non erano poi così diffusi, hanno avuto un ruolo importante nell’avvicinare ampi settori di mercato aIl’uso dell’elettronica computazionale. Tra queste quella che per ultima ha saputo imporsi prima della definitivadiffusione dei personal computer è stata la Playstation di casa Sony. Ora il magazine di intrattenimento videoludico Edge ha pubblicato un interessante articolo (rarissimamente accade anche su questo tipo di riviste) sulla storia della Playstation, riportando le ragioni dietro alle strategie di marketing (…)

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[24 ott 2009 | un commento | ]
Pubblicità Microsoft e Apple, la lotta delle idee.

Cosa succede quando nel mercato oligopolico dei sistemi operativi per computer si scontrano due grandi novità del settore? Pubblicità, tanta pubblicità, ovviamente. E infatti sono usciti i nuovi spot Microsoft e Apple.
Il terreno di gioco è quello che vede contrapposti Microsoft Windows 7 e Apple Os X Snow Leopard: due software totalmente distinti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto dal punto di vista della filosofia aziendale. (…)

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[23 ott 2009 | nessun commento | ]
Coca Cola, un’esplosione di gioia.

Prima di parlare del significato della nuova campagna Coca Cola facciamo un po’ di utile dietrologia.
Negli anni ‘80 un mondo spensieratamente consumista ha assistito all’ascesa di marchi sempre più potenti e onnipresenti: veri giganti della comunicazione che hanno saputo spingere i benefit delle proprie merci oltre il prodotto, arrivando a mercificare veri e propri stili di vita. Poi a Seattle è successo qualcosa e una folla si è radunata spontaneamente all’insegna di una comune protesta contro l’irresponsabilità (…)

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[21 ott 2009 | 2 commenti | ]
Apple, misure fuori logo.

Apple Inc. non è mai stata così forte, e si ingrandiscono sia le quote di mercato sia i logotipi. Sono appena stati pubblicati i risultati fiscali per il quarto trimestre 2009 e l’azienda di Cupertino può vantare numeri semplicemente sbalorditivi (un fatturato di 9.87 miliardi di dollari con 1.67 miliardi di profitti netti). La variazione tendenziale delle vendite di iPhone è del +8% mentre i computer Mac registrano addirittura un ∆ del +17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (…)

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[9 ott 2009 | nessun commento | ]
Ikea cambia scrittura.

Dopo oltre 50 anni di uso ininterrotto dello stesso carattere tipografico nel corpo del testo dei cataloghi e in generale in tutta la comunicazione istituzionale, Ikea cambia font.
Il logo rimarrà inalterato, ma per il resto la calda ed bilanciatissima versione personalizzata del carattere Futura precedentemente adottata verrà sostituita da un dubbio Microsoft Verdana, ottimo per la visualizzazione a schermo ma meno in sintonia con l’animo del brand e criticatissimo dai designer di tutto il mondo per l’impiego a stampa. La scelta del mobilificio svedese di intervenire in modo …