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	<title>Blog Comunicazione &#187; comunicazione politica</title>
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		<title>Per i politici siamo scimmie.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 10:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogComunicazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Oggi inizieremo parlando di politica e di fossili viventi. E no, non ci stiamo riferendo ad alcuni senatori ultraottuagenari, ma a delle creature ben più sorprendenti: le meduse.
Questi animali che popolano gli abissi sono tra i primi a essere apparsi nella storia della vita e si presentano in un’incredibile eterogeneità di forme e caratteristiche. Tra le tante varietà, una delle più sorprendenti presenta una caratteristica apparentemente impossibile: ha 25 occhi e nessun cervello. Ed è la testimonianza evolutiva di come tutto il nostro vivere sia condizionato dal senso della vista, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-332" title="distrattori attentivi" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2010/04/macaco.jpg" alt="distrattori attentivi" width="584" height="243" /></p>
<p>Oggi inizieremo <strong>parlando di politica</strong> e di fossili viventi. E no, non ci stiamo riferendo ad alcuni senatori ultraottuagenari, ma a delle creature ben più sorprendenti: <strong>le meduse</strong>.</p>
<p>Questi animali che popolano gli abissi sono tra i primi a essere apparsi nella storia della vita e si presentano in un’incredibile eterogeneità di forme e caratteristiche. Tra le tante varietà, una delle più sorprendenti presenta una caratteristica apparentemente impossibile: ha <strong>25 occhi e nessun cervello</strong>. Ed è la testimonianza evolutiva di come tutto il nostro vivere sia condizionato dal senso della vista, nonché di come processi incredibilmente complessi come le emozioni o il pensiero siano il mero risultato dello sviluppo di un organo preposto a distinguere la luce dal buio: l’occhio.</p>
<p><strong>L’occhio umano è una macchina raffinatissima</strong> capace di performance straordinarie: è in grado compiere <strong>movimenti fulminei</strong> di natura matematicamente discreta che si focalizzano esclusivamente su quelli che il cervello percepisce come punti d’interesse, tralasciando le informazioni secondarie (<strong><em>movimenti saccadici</em></strong>). In altre parole siamo in grado di <strong>individuare un’informazione rilevante</strong> e di ‘posare’ lo guardo su di essa, tralasciando ogni altra informazione visiva, con un movimento oculare che ha un’ampiezza di 20° ma una <strong>velocità di 900°/sec</strong>.</p>
<p>Cos’ha a che fare tutto questo con la politica? Ve lo spieghiamo attraverso uno studio presentato dal dott. Liuzza al convegno “Neurosocietà”, organizzato dalla facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza nell’ambito della <em>Brain Awareness Week 2010</em>.</p>
<p>Un campione selezionato di individui è stato sottoposto a un contesto sperimentale finalizzato all’analisi del <strong>rapporto tra segnali attentivi, effetto dei distrattori e loro status sociale</strong>. Semplifichiamo: su uno schermo <strong>venivano mostrate delle frecce</strong> che indicavano una direzione (destra o sinistra), <strong>e in contemporanea</strong> <strong>dei volti</strong> statici, sia di persone comuni che <strong>di politici</strong>, il cui sguardo (neutro alla comparsa dell’immagine) si muoveva in una direzione randomica che poteva essere uguale o opposta a quella della freccia. Una telecamera posta sullo schermo registrava la saccade dello spettatore.</p>
<p>Mentre i segnali attentivi convenzionali (ad esempio le frecce) sono il risultato di un’interpretazione e quindi richiedono un processamento cerebrale relativamente più lungo, <strong>i segnali attentivi biologici</strong> (come il movimento degli occhi) vengono <strong>istintivamente interpretati dal cervello</strong>, che attiva automaticamente quei <strong>neuroni specchio</strong> sui quali <a href="http://www.blogcomunicazione.com/2009/10/16/accuse-ai-neuroni-specchio-riflettiamo/" target="_blank">ci siamo già soffermati in passato</a>.</p>
<p>I risultati del suddetto esperimento, per quanto ancora incompleti, hanno confermato un interessante dato che però non ci è nuovo: <strong><a href="http://www.blogcomunicazione.com/2010/02/07/apple-e-il-neuro-marketing/" target="_blank">siamo tutti macachi</a></strong>. Infatti così come la struttura sociale dei primati si delinea spontaneamente poiché l’effetto attentivo è modulato dallo status sociale del distrattore, anche tra gli uomini <strong>il potere detenuto da un individuo arriva a incidere in modo subliminale sull’interpretazione <em>immediata</em> di un segnale visivo</strong>.</p>
<p>Mentre i segnali biologici inviati dai distrattori anonimi non facevano registrare un’apprezzabile differenza rispetto ai segnali convenzionali, quelli inviati dai politici avevano una forte predominanza sulle frecce, confermando l’assunto di cui sopra. I <strong>risultati</strong> sono stati <strong>statisticamente bilanciati</strong> escludendo gli estremi e ottenendo un indice di efficienza (IE) risultante dal quoziente del tempo di risposta (RT) per l’accuratezza dello sguardo (ACC).</p>
<p>Interessante come <strong>i politici più influenti</strong> fossero quelli generalmente riconosciuti come <strong>più informali</strong> (nello specifico Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro). Questo a causa della loro maggiore capacità, evidentemente misurabile anche in un contesto così controllato, di influire attraverso le ‘dimensioni di personalità’. Tramite modelli come quello del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Big_Five_(psicologia)" target="_blank">Big Five</a></strong>, i due risultano infatti i leader maggiormente capaci di attivare quella che con un termine alquanto auto-esplicativo viene definita <strong>similarità percepita</strong>.</p>
<p>Morale della favola? Se siete un politico cercate di somigliare il più possibile al vostro elettorato. Tanto, volenti o nolenti, siamo tutti scimmie.</p>
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		<title>La Rai chiude Vespa e Santoro.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogComunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
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Incredibilmente la classe politica italiana, o almeno parte di essa, è riuscita a mettere d’accordo professionisti dell’informazione e semplici telespettatori, di qualsiasi schieramento essi siano. L’unico rammarico è che tale accordo arrivi nella forma di un dissenso tanto fermo quanto diffuso a quello che promette di essere, se non revocato, l’intervento più pesante e scriteriato mai adottato da un’autority televisiva: verranno chiusi i programmi di approfondimento politico.
Ieri notte, in previsione delle prossime elezioni regionali, le quote PDL e Radicali della Commissione di Vigilanza RAI hanno stabilito che, nei trenta giorni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-332" title="censura" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2010/02/censura.jpg" alt="censura" width="584" height="243" /></p>
<p>Incredibilmente la classe politica italiana, o almeno parte di essa, è riuscita a mettere d’accordo professionisti dell’informazione e semplici telespettatori, di qualsiasi schieramento essi siano. L’unico rammarico è che tale accordo arrivi nella forma di un dissenso tanto fermo quanto diffuso a quello che promette di essere, se non revocato, l’intervento più pesante e scriteriato mai adottato da un’autority televisiva: <strong>verranno chiusi i programmi di approfondimento politico</strong>.</p>
<p>Ieri notte, <strong>in previsione delle prossime elezioni regionali</strong>, le quote PDL e Radicali della Commissione di Vigilanza RAI hanno stabilito che, nei trenta giorni che precederanno le scadenze elettorali, i programmi di approfondimento giornalistico ospitanti dibattito politico dovranno essere chiusi. Il <strong>bavaglio</strong> verrà messo <strong>all’Annozero di Santoro, al Ballarò di Floris ma manche alla terza camera di Vespa</strong> (in ‘perfetta’ attuazione della <em>par condicio</em>) e a numerose altre trasmissioni RAI (per estensione salteranno due terzi del palinsesto della terza rete).</p>
<p>Per un mese <strong>gli elettori</strong> verranno <strong>privati dei migliori</strong> <strong>strumenti</strong> offerti dalla TV italiana per la creazione di un’opinione politica (‘liberi’ o schierati che siano) e <strong>dovranno accontentarsi</strong> di quella sterile gabbia che è la <strong>tribuna elettorale</strong>, nella quale i politici potranno muoversi secondo tempi cronometrati al secondo ma senza troppa paura di scivoloni o contraddizioni. Vespa, Santoro e Floris potranno accettare di fare da moderatori agli incontri, o all’occorrenza verranno sostituiti da qualche ossequioso mestierante. Poiché la decisione riguarda esclusivamente i programmi della televisione pubblica, <strong>il Matrix di Canale 5 non subirà alcuna limitazione</strong> e, anzi, potrà continuare ad andare in onda normalmente sperando di riprendersi almeno in parte dall’emorragia di spettatori seguita all’epurazione, ormai vecchia di un anno, di Enrico Mentana.</p>
<p>Il relatore di questo capolavoro di pura lungimiranza politica è il radicale Marco Beltrandi, supportato nel voto dalla compattezza del Popolo Della Libertà. Si sono fermamente opposti e hanno abbandonato l’aula con la speranza di far mancare il numero legale gli esponenti del Partito Democratico (che, ricordiamo, corrono nel Lazio proprio candidando un presidente in quota Radicali), ma Roberto Rao dell’UDC ha sventato il tentativo di ‘sabotaggio’ restando presente per poi astenersi dal voto. <strong>Rimane da vedere se l’Agcom deciderà di estendere il divieto anche a Vinci e a Lerner, ma anche quella di certo non potrebbe mai esser vista come una vittoria della libertà d’informazione.</strong></p>
<p>Il circo dei commenti politici che seguirà alla decisione non appartiene a questa sede, ma se si andrà avanti su questa strada sarà interessante ritrovarci a discutere sulle <strong>peculiarità del linguaggio politico in una campagna elettorale basata esclusivamente sulle tribune</strong>. Per la <span style="text-decoration: line-through;">gioia</span> noia dei telespettatori.</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Persuasione e udito: teoria sinistra.</title>
		<link>http://www.blogcomunicazione.com/2009/11/23/persuasione-e-udito-teoria-sinistra/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogComunicazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Circa otto persone su cento sono mancine. L’uso del lato sinistro del corpo nei movimenti e gesti automatici e volontari significa che, in queste persone, vi è una prevalenza funzionale dell’emisfero destro del cervello. Eppure sembra che tra gli animali non ci sia una significativa differenza percentuale tra mancini e destrimani. 
Perché il mancinismo è un fenomeno tipicamente umano e cosa ha a che fare con la persuasione? (..)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-332" title="persuasione" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/11/broca.jpg" alt="persuasione" width="584" height="243" /></p>
<p>Circa otto persone su cento sono mancine. L’uso del lato sinistro del corpo nei movimenti e gesti automatici e volontari significa che, in queste persone, vi è una prevalenza funzionale dell’emisfero destro del cervello. Eppure sembra che tra gli animali non ci sia una significativa differenza percentuale tra <strong>mancini</strong> e destrimani: perché il mancinismo è un <strong>fenomeno</strong> <strong>tipicamente</strong> <strong>umano</strong>?</p>
<p>La ragione è da ricercarsi nell’<strong>evoluzione</strong> umana. I ritrovamenti archeologici dei manufatti dell’uomo primordiale testimoniano una realtà in seguito confermata dalla neurologia moderna: la prevalenza dei destrimani sui mancini è cominciata in quel momento incancellabile in cui è iniziata la <strong>storia del linguaggio</strong>.</p>
<p>Le aree cerebrali adibite alla generazione e al controllo della parola sono principalmente due e sono precisamente individuabili nell’<strong>emisfero sinistro del cervello</strong>. I loro nomi sono area di Broca (collocata nel piede della terza circonvoluzione frontale) e area di Wernicke (nella sezione posteriore del giro temporale superiore) e sono collegate da un percorso neuronale conosciuto come ‘fascicolo arcuato’.</p>
<p>La presenza di funzioni così importanti per la specie umana nell’emisfero sinistro ha reso ‘<strong>dominante</strong>’ nella quasi totalità delle persone la metà del cervello che <strong>controlla i movimenti della parte destra del corpo</strong>, e da qui è derivata la naturale prevalenza dei mancini sui destrimani.</p>
<p>Questa premessa sui legami ‘insospettabili’ tra morfologia cerebrale e azioni quotidiane ci torna utile per parlare di persuasione.</p>
<p>Due signori italiani si sono recati in una <strong>discoteca</strong>, luogo in cui l’interferenza ‘rumorosa’ è a livelli decisamente alti, e hanno iniziato a <strong>chiedere una sigaretta</strong> a molte persone. Tra queste, la percentuale di quelle che accettavano di offrirne una era decisamente superiore tra gli individui cui la domanda fosse stata rivolta in direzione dell’<strong>orecchio destro</strong>.</p>
<p>I due uomini, Mario Tommasi e Daniele Marzoli, sono due ricercatori che, approfondendo in seguito i risultati in sede empirica controllata, hanno provato come le <strong>richieste elaborate dall’emisfero sinistro</strong> del cervello siano <strong>più facilmente ottemperate</strong>, per via della maggiore immediatezza con la quale vengono processate dalle aree corticali dedite all’elaborazione logico-linguistica. Queste risultanze fanno ovviamente felici tanto i &#8216;persuasori di professione&#8217; quanto i fumatori. Trovate tutto nel libro “<em>Preferenze aurali spontanee in condizioni di rumore ambientale</em>”.</p>
<p>La prossima volta che dovrete convincere qualcuno, saprete da quale orecchio &#8216;ci sente meglio&#8217;.</p>
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		<title>Il logo Magic Italy scompare magicamente.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 23:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogComunicazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Con una malinconica lacrima per la grande opportunità persa, dobbiamo registrare la smentita sull&#8217;adozione di quella straordinaria vetta del design internazionale che prometteva di essere il logo &#8220;Magic Italy&#8221;, immagine dell&#8217;Italia nel mondo presentata pochi giorni or sono dal ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. Dobbiamo mestamente lasciarci alle spalle quel gradevolissimo puzzo di anni &#8217;80, nonché quell&#8217;ardita sperimentazione dell&#8217;intera galleria filtri di Photoshop.

Verificata l&#8217;accoglienza non proprio calorosa riservata al marchio da designer e internauti, che ne avevano prontamente fatto il proprio oggetto di scherno prediletto, il premier ha ordinato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-316" title="magico-orrore" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/magico-orrore.jpg" alt="magico-orrore" width="584" height="243" /><br />
Con una malinconica lacrima per la grande opportunità persa, dobbiamo registrare la <strong>smentita</strong> sull&#8217;adozione di quella straordinaria vetta del design internazionale che prometteva di essere il logo <strong>&#8220;Magic Italy&#8221;</strong>, immagine dell&#8217;Italia nel mondo presentata pochi giorni or sono dal ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. Dobbiamo mestamente lasciarci alle spalle quel gradevolissimo puzzo di anni &#8217;80, nonché quell&#8217;ardita sperimentazione dell&#8217;intera galleria filtri di Photoshop.</p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Y671I1B4FWY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Y671I1B4FWY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Verificata l&#8217;accoglienza non proprio calorosa riservata al marchio da designer e internauti, che ne avevano prontamente fatto il proprio <strong>oggetto di scherno</strong> prediletto, il premier ha ordinato di mettere il freno alla magia in salsa tricolore smentendo di averla mai ufficializzata, e proponendone una versione riveduta e corretta. Ovviamente si era solo trattato di un fraintendimento.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-318" title="italia" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/italia1.jpg" alt="italia" width="584" height="243" /><br />
A ben guardare, però, il suddetto episodio non suona affatto nuovo: già in precedenza qualcuno aveva provato ad attentare biecamente all&#8217;immagine dell&#8217;Italia nel mondo. È <strong>un vizio bipartisan</strong>, evidentemente. Anni addietro Francesco Rutelli, prima di un insuccesso epico che portò a sperperare cifre astronomiche e assolutamente fuori mercato in un portale turistico che <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2008/01/italiait_costoso_e_chiuso.html" target="_blank">fallì nell&#8217;arco di un anno</a>, presentò un mirabile lavoro grafico che traeva ispirazione un po&#8217; da un cetriolo e un po&#8217; da un kazoo, e che ovviamente non mancò di suscitare unanimi consensi. In quell&#8217;occasione però si dimostrò al passo con i tempi lanciando, forse non troppo consapevolmente, un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LE6jRsLr7xE" target="_blank">video virale</a> in cui sfoggiava un inglese impeccabile. Siamo in buone mani.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-319" title="il-fagiolo" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/il-fagiolo.jpg" alt="il-fagiolo" width="584" height="243" /></p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fIGPdpbRmFo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/fIGPdpbRmFo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Elezioni in Iran: la censura e la rete.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 09:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogComunicazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Non vi sono ancora prove certe di brogli elettorali nell&#8217;Iran di Ahmadinejad (probabilmente è solo questione di tempo), ma la compagine sempre più inquietante nella quale si è verificata la disfatta elettorale di Moussavi ha le tinte forti di uno dei momenti più neri della dittatura Iraniana. Nonostante la censura totalizzante dei media tradizionali, il disturbo delle trasmissioni satellitari dei reporter internazionali, il sabotaggio della rete di telefonia mobile e la pesante censura di Internet estesasi anche a Facebook (dove il leader dell&#8217;opposizione contava circa 45.000 sostenitori), sembrava che i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- ckey="6AA0FDF5" --><a href="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/ahmadinejad.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-259" title="ahmadinejad" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/ahmadinejad.jpg" alt="ahmadinejad" width="584" height="243" /></a></p>
<p>Non vi sono ancora prove certe di <strong>brogli elettorali</strong> nell&#8217;Iran di Ahmadinejad (probabilmente è solo questione di tempo), ma la compagine sempre più inquietante nella quale si è verificata la disfatta elettorale di Moussavi ha le tinte forti di uno dei momenti più neri della dittatura Iraniana. Nonostante la <strong>censura totalizzante dei media tradizionali</strong>, <strong>il disturbo delle trasmissioni satellitari dei reporter </strong>internazionali, <strong>il sabotaggio della rete di telefonia mobile</strong> e la <strong><a href="http://www.rsf.org/An-election-without-free-flow-of.html" target="_blank">pesante censura di Internet</a></strong> estesasi anche a Facebook (dove il leader dell&#8217;opposizione contava circa 45.000 sostenitori), sembrava che i manifestanti avessero trovato un modo per far sentire la propria voce: la rete di microblogging di Twitter. Ma nelle ultime ore <strong>la mano del censore si è abbattuta anche sui twitters</strong>, tanto che Bret Taylor, uno dei fondatori del servizio di seed personalizzabili FriendFeed, dimostra <a href="http://friendfeed.com/bret/01d7ad79/friendfeed-has-been-almost-completely-blocked" target="_blank">sul proprio sito</a> come il traffico verso il servizio sia praticamente cessato negli ultimi due giorni.</p>
<p align="center"><a href="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/censura-freind-feed.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-258" title="censura-freind-feed" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/censura-freind-feed.jpeg" alt="censura-freind-feed" width="525" height="131" /></a></p>
<p>Ma nel frattempo, con le strade gremite da una fiumana umana che sfida il regime al grido di &#8220;Allah u Akbar&#8221; (&#8220;Dio è grande&#8221;: lo stesso slogan della rivoluzione khomeinista del 1979), <strong>neanche i media di stato riescono più a contenere le notizie</strong>: viene così dall&#8217;emittente ufficiale Radio Payam la notizia dell&#8217;uccisione di sette manifestanti da parte <span style="text-decoration: line-through;">delle forze dell&#8217;ordine</span> dei militari.  E nell&#8217;era di internet, dove non possono le tv ufficiali, possono i fenomeni di <strong>reporter diffuso</strong>: è stato divulgato in rete un video in cui un manifestante documenta la violenta repressione in atto a Theran. Ecco la dimostrazione di come il web e il giornalismo partecipativo abbiano un ruolo chiave nel <em>powershift</em>.</p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="359" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="autostart=false&amp;keyT=Ivp,.àlàvatcr.oìùrìì.mj:qc&amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2009/iranautopolizia20090616.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;" /><param name="src" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/adv_player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="359" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/adv_player.swf" flashvars="autostart=false&amp;keyT=Ivp,.àlàvatcr.oìùrìì.mj:qc&amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2009/iranautopolizia20090616.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p align="center">In copertina un&#8217;efficace immagine di una <a href="http://jeromeghedira.wordpress.com/2008/05/29/3-grands-pour-mccann-erickson-au-gprc-08/" target="_blank">campagna McCann Erickson per Reporter Senza Frontiere</a>.</p>
<p><!-- ckey="6AA0FDF5" --></p>
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		<title>Dentro il discorso di Obama all&#8217;Università del Cairo.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 19:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlogComunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
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Dopo l&#8217;attesissimo discorso di Barack Obama all&#8217;Università del Cairo, l&#8217;era di Bush figlio sembra lontana anni luce, tanto nei contenuti quanto nel linguaggio. L&#8217;autorevolezza di Obama, coadiuvata dalle eccezionali capacità comunicative sue e dei suoi consiglieri, gli permette di intavolare un discorso straordinariamente innovativo, nel quale per la prima volta si rivolge direttamente al popolo anziché ai governi della regione. Le sue parole, cui tanto Al Jazeera quanto Al Arabya hanno dato grandissimo risalto, sono riuscite ad arrivare allo spettatore mediorientale medio poiché questo ha avuto l&#8217;impressione di essere capito: ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/obamacairo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-204" title="obamacairo" src="http://www.blogcomunicazione.com/wp-content/uploads/2009/06/obamacairo.jpg" alt="obamacairo" width="584" height="243" /></a></p>
<p>Dopo l&#8217;attesissimo <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/obama-presidenza-8/discorso-italiano/discorso-italiano.html" target="_blank">discorso</a> di Barack Obama all&#8217;Università del Cairo, l&#8217;era di Bush figlio sembra lontana anni luce, tanto nei contenuti quanto nel linguaggio. L&#8217;autorevolezza di Obama, coadiuvata dalle eccezionali capacità comunicative sue e dei suoi consiglieri, gli permette di intavolare un discorso <strong>straordinariamente innovativo</strong>, nel quale per la prima volta <strong>si rivolge direttamente al popolo </strong>anziché ai governi della regione. Le sue parole, cui tanto Al Jazeera quanto Al Arabya hanno dato grandissimo risalto, sono riuscite ad arrivare allo spettatore mediorientale medio poiché questo ha avuto l&#8217;impressione di essere capito: Obama differentemente dai suoi predecessori <strong>non ha mai parlato di &#8216;mondo islamico&#8217;</strong>, ma ha distinto le diverse realtà parlando di &#8216;paesi a maggioranza islamica&#8217;. Allo stesso modo <strong>non ha mai pronunciato la parola terrorismo</strong>, dimostrando sia di volgere lo sguardo a un futuro migliore sia di cogliere le grandi differenze che intercorrono tra realtà come Hamas, Al Quaeda e Hezbollah. Contrariamente ha lanciato un forte messaggio di <strong>cambiamento e riappacificazione</strong>, tanto al medioriente quanto all&#8217;America stessa, che sembra possa preparare il terreno per un&#8217;altrettanto importante  inversione di rotta nella politica estera statunitense. Le riprese a telecamera fissa hanno accentuato la ieraticità del suo intervento, rafforzando messaggi dallo straordinario vigore retorico come quello sulla<strong> comunanza delle tre religioni moniteiste</strong>:</p>
<blockquote><p>«Noi abbiamo la possibilità di creare il mondo che vogliamo, ma soltanto se avremo il coraggio di dare il via a un nuovo inizio, tenendo in mente ciò che è stato scritto. Il Sacro Corano dice: &#8220;Oh umanità! Sei stata creata maschio e femmina. E ti abbiamo fatta in nazioni e tribù, così che voi poteste conoscervi meglio gli uni gli altri&#8221;. Nel Talmud si legge: &#8220;La Torah nel suo insieme ha per scopo la promozione della pace&#8221;. E la Sacra Bibbia dice: &#8220;Beati siano coloro che portano la pace, perché saranno chiamati figli di Dio&#8221;.</p>
<p>Sì, i popoli della Terra possono convivere in pace. Noi sappiamo che questo è il volere di Dio. E questo è il nostro dovere su questa Terra. Grazie, e che la pace di Dio sia con voi.»</p></blockquote>
<p>È in atto un vero e proprio &#8216;restyling&#8217; politico dell&#8217;immagine americana.</p>
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