iPad: perché è rivoluzionario.

Probabilmente già tutti sapete tutto dell’iPad, e in questa sede non abbiamo intenzione di ripetere i discorsi che avete già letto altrove. Eppure c’è ancora qualcosa da dire.
Ieri Steve Jobs ha scritto una pagina di storia, e lo sapeva. Ai suoi collaboratori di Cupertino nei giorni scorsi aveva confessato di esser consapevole che l’iPad fosse l’innovazione più importante di tutta la sua carriera (ricordiamo che Jobs è il padre dell’iPod e dell’iPhone, non l’ultimo degli sprovveduti), e in effetti la nuova creatura Apple ha tutti i numeri per rivoluzionare per sempre il nostro modo di percepire la tecnologia.
Dopo il lancio alcuni lo hanno definito come un iPhone gigante, altri come un netbook touchscreen, altri come un e-book reader multimediale, altri come un tablet pc con molti limiti. Ma la sostanza è solo una: a Cupertino hanno sfornato un device talmente innovativo da non trovare una sola definizione, in grado di avere un impatto sulla comunicazione e navigazione in mobilità mai visto. Vediamolo in azione:
La comunicazione Apple
Come al solito l’arrivo di un nuovo prodotto Apple è preceduto da un’attenzione mediatica altissima. Questo perché a Infinite Loop, sede della Mela, sono maestri nel costruire un’attesa spasmodica da parte dei media. Ma anche perché, per qualche misteriosa ragione, al mondo non esiste (ancora) un vero competitor in grado di disturbare i sonni dell’iCEO e offrire prodotti altrettanto innovativi.
La presentazione dell’iPad non era stata deliberatamente annunciata, ma era nell’aria. Una fuga controllata di rumors dagli uffici Apple aveva già messo in allerta Redmond, che aveva improvvisato insieme a HP la presentazione estremamente imbarazzante di un Tablet Pc di cui non aveva diffuso specifiche tecniche, prezzo, data di uscita o immagini dell’oggetto in azione. Il nulla, insomma.
Quindi, tramite un giornalista del Wall Street Journal, avevano fatto trapelare che il nuovo prodotto si sarebbe chiamato iSlate. E immediatamente HP si era affrettata a ribattezzare il proprio tablet ‘slate pc’. Ma nel frattempo la ditta IP Application Development (IPAD), riconducidibile alla Slate Computing Co. (scatole cinesi manovrate da Apple), rivendicava legalmente negli USA il trademark iPad, precedentemente registrato da Fujitsu.
E a quel punto era ovvio che ‘iPad’, corto, incisivo e così simile a quell’iPod che ha dettato legge negli anni scorsi, fosse il nome ideale per creare nuovamente un riferimento dal quale il mercato futuro non potrà prescindere.
Poi sono arrivate le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Vi pare accada per altre aziende o prodotti?
Perché è una rivoluzione?
L’iPad già divide. Mentre infatti i riflettori di mezzo mondo sono puntati sul tablet, i geek tecno-maniaci, capaci di un’autoreferenzialità senza paragoni, si affrettano a lamentare l’eccessiva somiglianza con il melafonino, l’assenza di una webcam, di un GPS o dell’implementazione della (pessima) tecnologia Adobe Flash. Ma non vedono al di là del proprio naso.
Pure prescindendo da quelli che sono ovvi spazi per implementazioni successive (la differenziazione del prodotto consiste anche nel calcolo del giusto timing), con il suo tablet dal software intuitivo, funzionale e affidabile, Apple immette sul mercato un cavallo di Troia per entrare in quei settori della vita quotidiana in cui i PC, netbook compresi, e gli smartphone ancora non avevano sfondato. Gli incontri tenuti nei mesi scorsi dagli inviati di Cupertino con i medici del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles dimostrano proprio questo.
Immaginate l’impatto di un oggetto intuitivo e versatile come questo (e dal costo tanto contenuto per la versione base) nella vita di tutti i giorni. Immaginate dei medici ospedalieri le cui ‘cartelline’ sono sempre aggiornate in tempo reale, interconnesse e dotate di software specifici. Immaginate gli stessi benefici applicati alla pubblica amministrazione (anche se in Italia siamo ancora nel terzo mondo) o al commercio. Immaginate la carta risparmiata nella stampa dei quotidiani, senza che però venga persa l’abitudine di comprare il giornale elettronico e ‘sfogliarlo’ dalla propria poltrona preferita. Immaginate gli studenti che non sono più costretti ad andare a scuola carichi di libri perché sono tutti contenuti in un unico device multitouch (il cui costo, confrontato alla spesa media per i libri di un corso di studi, è tutt’altro che proibitivo). Insomma, da ieri il mercato sarà costretto a inseguire Apple e il futuro è più vicino che mai.
I segreti del design.
Cosa rende un prodotto Apple così differente da quelli della concorrenza? L’hardware interno spesso non è il più performante, così come in alcuni casi il pricing non è dei più vantaggiosi. Il vantaggio competitivo però c’è, e risiede nelle soluzioni innovative, il software progettato allo stato dell’arte e nel design. D’altronde il vecchio motto della Mela era “think different”.
Approfondiamo. L’iPad, visto da spento, sarebbe un oggetto terribile. Bello ed essenziale, sì, ma in sostanza una tavoletta piatta e squadrata che vìola il più basilare dei principi del design: la affordance. L’affordance, o invito all’uso, è la presenza in un oggetto di proprietà materiali, reali o percepite, che suggeriscono immediatamente come si potrebbe usare un oggetto. E ovviamente un iPad spento non suggerisce un bel niente, se non l’uso come vassoio per servire bibite ai nostri amici.
Ma qui entra in gioco l’affordance virtuale suggerita da un’interfaccia di primissimo livello, e, soprattutto, il principio del mimetismo. Nella progettazione, l’imitazione di oggetti, organismi o ambienti noti allo scopo di ottenere vantaggi da un’associazione metaforica con essi (nota appunto come mimetismo di superficie, comportamentale e funzionale) permette di abbattere la soglia di apprendimento di una tecnologia rendendola fruibile a un pubblico vastissimo.
Unite questa vocazione generalista a una dimensione abbastanza generosa da non far rimpiangere gli oggetti reali, e avrete un’esperienza che lentamente (ma neanche troppo) si insinuerà in ogni aspetto della nostra vita quotidiana.
P.s.: Ancora una volta, nelle immagini promozionali Apple, l’orologio segna le 9:42. Forse il successo Apple è solo merito della scaramanzia di Steve Jobs?













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ottimo articolo, interessanti considerazioni.
piccola correzione, il GPS è presente sull’iPad.
noise
Ciao Noise, grazie. Mi sbaglio o il GPS (per la precisione A-GPS) è disponibile solo nella versione Wi-Fi+3G?
Non ti sbagli!
Ok. Allora confermo e l’accendiamo.
Ottimo articolo, hai centrato molti dei ragionamenti che avevo fatto anche io.
L’iPad è quello che ha detto Jobs: un nuovo device a metà tra iPhone e MacBook, non una loro imitazione o riconfigurazione. Ha l’obiettivo di fare alcune cose al meglio di qualsiasi altro strumento e secondo me ci riesce. E non dimentichiamo l’AppStore. Se non fosse per l’AppStore l’iPhone sarebbe uno smartphone come tutti gli altri, se non inferiore.
A mio avviso, hai colpito nel segno : è la visione generale che sfugge alla gente, l’innovazione del modo di interagire con l’informazione. Prendi la nuova versione di Numbers per iPad e la possibilità (mostrata al keynote) di fare quella specie di cartellina per la raccolta dei dati : nessun attuale sistema ha un’immediatezza paragonabile. Nessun questionario avrà più senso sulla carta, se hai un iPad. Tanto per fare un esempio.
Vedremo se abbiamo ragione noi o quelli che si lamentano tanto di tutto quello che è\era\poteva essere\sarà.
Bruno e Luca, infatti il punto è proprio quello! Non ha senso (entro certi limiti) la rincorsa all’ultima tecnologia… La gente vuole semplicemente qualcosa da usare senza tante preoccupazioni, senza dover installare altro software (e comunque con l’app store sarà facilissimo), senza stare ad impazzire con le connessioni o cose del genere. Semplicemente un oggetto che fa (e bene) ciò per cui è concepito… (e potenzialmente potrebbe esser concepito per quasi qualsiasi cosa).
Fate che arrivino le killer applications e non ci sarà più concorrente che tenga…
Io non sono del tutto d’accordo…Oppure voi della redazione ci vedete talmente lungo da avere già trovato possibili applicazioni cui nemmeno Mr. Jobs (ma se fosse nato a Torino si sarebbe chiamato dottor Lavori?) ha ancora pensato?! Scherzo ovviamente…
Diventerà presto utili(zzati)ssimo, ma è innegabile che ci siano alcune scelte quantomeno discutibili,no? Due per tutte.
1. Sbaglio o, al momento, non prevede il multitasking?
Posso chattare o leggere il giornale sentendo la musica? Certo che no! Se voglio fare più cose contemporaneamente compro un device per ogni attività! Bando al risparmio! Bisogna far girare l’economia!
2. Per quanto si possa considerare pessima la tecnologia Flash, non bisogna dimenticare che viene, ormai, accettata quasi come uno standard! Ad oggi, una moltitudine di siti non sono visualizzabili, senza. Lo dico per esperienza: a lavoro mi hanno dato un computer del 1973 (circa) in cui non si può nemmeno installare il flash: è davvero frustrante quella icona del “plugin mancante”…(almeno quanto quella del ‘surf control’!) quanti siti di agenzie di pubblicità non ho potuto vedere per colpa del flash!
Per chi fosse interessato ad una versione della questione molto di parte, ma opposta a quella presente qui consiglio questa pagina:
http://i.gizmodo.com/5458382/8-things-that-suck-about-the-ipad
Saluti
Diego
ps. In questi casi è proprio il caso di “affidare ai posteri l’ardua sentenza”: solo l’uso e la diffusione risponderanno alle attuali, primissime, valutazioni ed ipotesi.
Diego, per quanto riguarda le killer app è ovvio che su un dispositivo del genere non tarderanno ad arrivare, ma una risposta brevissima alle due questioni che hai sollevato:

1) l’assenza del multitasking è ovviamente una pecca gigantesca, ma da molte parti si dice che probabilmente verrà implementato col nuovo OS che sarà presentato a giugno insieme a iPhone 4G (quindi sospendiamo il giudizio, ma con un certo ottimismo)
2) la scelta di estromettere Flash è di sicuro molto discutibile, ma considerata la vocazione dell’iPad (in cui proprio la scelta dell’OS la dice lunga), hanno preferito creare un dispositivo con il quale anche chi non capisce quasi un’acca di computer possa avere una soglia di apprendimento bassissima. E i continui crash causati da flash di certo non aiuterebbero. Poi attenzione a parlare di standard: il W3C ha più volte ostracizzato Flash e la tecnologia HTML5, ormai reale e sempre più implementata, pare sia destinata a spazzarlo via del tutto in brevissimo tempo.
Chi vivrà vedrà, esatto!
(grazie del commento)
BlogComunicazione:”Poi attenzione a parlare di standard: il W3C ha più volte ostracizzato Flash e la tecnologia HTML5, ormai reale e sempre più implementata, pare sia destinata a spazzarlo via del tutto in brevissimo tempo.”
Sbagliatissimissimo! HTML5 non può spazzare via Flash in nessun modo. HTML5 è uno standard equivalente solamente ai VIDEO in flash (flv). e le applicazioni in flash?? Su iPhone posso passarci sopra al fatto che non posso vedere interamente i siti web, ormai mi sono rassegnato al mattoncino blu, ma su un tablet che si rispetti questo è un problema di vitale importanza, come posso entrare e visualizzare siti scritti in flash??? vi pare piccolo il problema??? è una mancanza gravissima, che ripeto, su iphone si può passare sopra, su un tablet no, guardate l’hp con il suo slate che lavoro che ha fatto…
Una ultima cosa, iPad non è un computer, in quanto non posso usare applicazioni mac ma solo quelle iphone (avere un tablet con schermo da 9,7 pollici capacitivo e non poterci utilizzare photoshop è davvero un insulto….) ma ha anche tutti i limiti di un oggetto che non può essere portato dietro tutte le volte che si esce da casa… quindi qual’è l’utilità?? in Italia non verrà nemmeno reso disponibile l’iBookstore… 500 euro di inutilità!!!
Sono contento di aver trovato un blog che si rende conto di cosa stia succedendo. E’ logico che Steve Jobs non stia più nella pelle, sta praticamente realizzando il sogno di una vita. Sta rivoluzionando davvero il rapporto tra uomo e computer proponendo una sua “metafora” di interfaccia e non più quella introdotta allo Xerox Parc (30 anni fa?) della quale si era reso testimone ai suoi tempi. Il computer sarà accessibile a tutti perchè non ci saranno più barriere di apprendimento, totalmente intuitivo. E questa rivoluzione l’hanno progettata molto bene, “coltivando” una nuova generazione di sviluppatori “forzati” a progettare software “multitouch only”. Prima con l’Iphone e ora con l’Ipad. Perchè è vero che i tablet già esistevano, ma non si è mai fatti uno sforzo “vero” per migrare un intero sistema di applicazioni verso una nuova interfaccia. Scusate i toni altisonanti
Volevo solo condividere con voi le mie sensazioni…
Grazie e ciao
Stefano
Sicuro Biz? A me risulta servirà anche per programmare siti (http://it.wikipedia.org/wiki/HTML_5), ma non ho la competenza necessaria per metterci la mano sul fuoco…
Comunque concordo che sia una mancanza, ma non escluderei possa essere implementata anche quellanel nuovo OS, magari con un sistema anti-crash come quello che ha attualmente Safari.
Sulla natura del prodotto ho già scritto cosa penso: la sua forza è proprio quella di ‘non essere un computer’.
Sul problema della localizzazione italiana invece non ci sono scuse: è intollerabile l’assenza di iBookstore… (quanto ci vorrà per degli accordi anche da noi?)
Stefano, benvenuto sul blog e grazie del contributo! Vedo che abbiamo esattamente la stessa visione! Speriamo di ritrovarti presto tra queste pagine!
“Immaginate la carta risparmiata nella stampa dei quotidiani, senza che però venga persa l’abitudine di comprare il giornale elettronico e ‘sfogliarlo’ dalla propria poltrona preferita. Immaginate gli studenti che non sono più costretti ad andare a scuola carichi di libri perché sono tutti contenuti in un unico device multitouch (il cui costo, confrontato alla spesa media per i libri di un corso di studi, è tutt’altro che proibitivo).” Per fare ciò iPad ha una grossa lacuna: il display, LCD, non è adatto (o almeno non lo semra dalle specifiche) per un’uso intenso in lettura. Per quello ci vogliono gli schermi tipo ePaper.
Per il resto, trovo che il dispositivo sia una buona idea, ma non certo rivoluzionaria. E che ha bisogno sdi essere migliorata, ma questo sembra una costante di tutte le prime versioni dei prodotti Apple.
Ciao Pjt, giusta considerazione. Effettivamente un dispositivo con e-ink sarebbe anni luce meglio per leggere, ma si va verso la convergenza dei dispositivi e dubito che il futuro per ora sia quello. Magari però avrebbero potuto concepire un sistema software per adattare con un solo click luminosità e contrasto ai livelli dell’e-ink. (non so, forse già c’è?)
Comunque miglioramenti arriveranno di sicuro: in qualche modo devono anche garantirsi la vendita delle seconde e terze generazioni del prodotto, no?
un’altro macaco che non ha capito niente e accusa gli altri di non saper guardare oltre il proprio naso. con lo schermo retroilluminato non è adatto alla lettura, l’unica cosa che poteva dare senso a questa ciofeca.
per il resto i costi esorbitanti lo rendono assolutamente inadatto ad un uso in serie in ospedali e nella pubblica amministrazione che ora , tra l’altro si stanno finalmente orientando verso l’open source, e francamente rispetto ad un tablet normale non ci vedo nulla di innovativo o migliore rispetto ad un uso del genere.
l’assenza del multitasking e di flash castra pure il suo uso web.
insomma una vera schifezza. se questo era il sogno di Steve Jobs questo conferma la mia poca stima che ho sempre avuto nei riguardi del personaggio.
alla fine mi viene da rivalutare Ballmer…
Jean Lafitte, grazie del macaco. Proporrò a Fortune di nominarti CEO del decennio al posto di Jobs.
Grazie del benvenuto! A dir la verità è la prima volta che scrivo su un blog. Volevo aggiungere che secondo me, più che parlare del singolo prodotto, dovremmo parlare della strategia che è stata messa in atto dalla Apple in questi anni e che si sta rivelando adesso in maniera chiara. Sicuramente è un’azienda che ha molti difetti ma a mio avviso sta facendo qualcosa che nessuno può fare al momento, grazie anche alla scelta “discutibile” (ora per me non più
) di produrre sia il software che l’hardware.
Un saluto e a presto
Stefano
Allora Stefano doppiamente grazie!
Cosa intendi quando parli di strategia Apple? Al fatto che si siano liberati da alcune schiavitù dettate sul breve periodo dal mercato per creare un prodotto che rispondesse ai bisogni del mercato in modo diretto e, se necessario, diverso? O a cos’altro?
[...] Credo che un possessore di iPad avrà la medesima user experience. Gli esperti parlano di affordance come in questo bell’articolo su blogcomunicazione.com. [...]
senta signor blogcomunicazione è lei che parla di “gente che non sa guardare oltre il proprio naso” come se chi esprime pareri diversi dai suoi siano degli idioti. mac-aco è un nomignolo che non ho inventato io che prende in giro tutti quei polli pronti a svenarsi pur di comprare un gingillo con la mela disegnata, anche se questo è una ciofeca come l’ipad.
poi.
“Effettivamente un dispositivo con e-ink sarebbe anni luce meglio per leggere, ma si va verso la convergenza dei dispositivi e dubito che il futuro per ora sia quello.”
bastava montare due monitor, uno per navigare, l’altro per leggere. quello per leggere messo li dove c’è il marchio rubato alla casa discografica dei Beatles (in casa Mac non sanno inventare neppure un marchio…)
“Magari però avrebbero potuto concepire un sistema software per adattare con un solo click luminosità e contrasto ai livelli dell’e-ink. (non so, forse già c’è?)”
c’è c’è. non devono inventarsi nulla. l’Umpc di Negroponte, che pure ha qualche annetto montava un sistema del genere. ripeto anni fa. e il pc costava 200 dollari ed aveva davvero diversi sistemi che appaiono innovativi ancora adesso (la batteria che si ricarica a manovella, l’uso di un processore a basso consumo, la convertibilità da minilaptop a tablet, addirittura i pulsanti per trasformarla in consolle per non parlare appunto dello schermo . è stato il primo netbook,poi è arrivata asus. un giorno ci arriverà pure steve jobs). la differenza è che Negroponte è un genio e un filantropo e Jobs solo un venditore di fumo.
“Comunque miglioramenti arriveranno di sicuro: in qualche modo devono anche garantirsi la vendita delle seconde e terze generazioni del prodotto, no?”
e intanto la gente si compra delle ciofeche. certo che man mano che si va avanti i prodotti migliorano ma questo mi sembra veramente nato già vecchio.
ma comunque venderà. finchè ci sono macachi in giro….
Caro pirata,
intanto ho il dispiacere di comunicarle che non sono né un ‘devoto’ Apple a prescindere (ergo un macaco) né comprerò l’iPad (che, mi sembrava risultasse lampante, ritengo più adatto a un pubblico generalista che a uno di specialisti).
Sul discorso del doppio schermo ritengo si scada nel fantascientifico. Certo, l’idea del doppio schermo sarebbe comoda per la lettura, ma l’oggetto perderebbe non poca solidità. Senza contare che si può anche ragionare su mille possibili miglioramenti che occorrerebbero all’iPad (primo tra tutti, a mio avviso, un sistema di feedback aptico), ma il giudizio va dato sui prodotti esistenti (concepiti a Cupertino o altrove), non sui prodotti che ‘potebbero essere’.
La sua affermazione secondo la quale Jobs è un venditore di fumo ritengo riassuma tutta la sua faziosità, senza nulla togliere all’indiscutibile genialità e filantropia di Negroponte (e al suo fantastico ‘pc dei poveri’ che, rasentando il ridicolo, solo qualche giorno fa dagli studi di LA7 Riotta si augurava di vedere sul mercato italiano per ovviare al digital divide). E comunque il mio dubbio era sull’esistenza di un pulsante con quello scopo in iBook, non nel panorama digitale tout court.
Riguardo al branding c’è una certa somiglianza, ovvio, ma una mela è una mela. E quella di El Jobso non è verde ed è morsicata. Ma forse per la furia iconoclasta di un pirata è inaccettabile che al nome Apple si associ una mela.
Comunque è sempre piacere sentire qualche voce fuori dal coro, contribuiscono comunque ad arricchire il dibattito. Grazie.
Anzi, salutandola, le chiederei di indicarci quali prodotti sul mercato possono seriamente competere, pur con le dovute differenze, con l’iPad. Potrebbe essere molto interessante ragionare a riguardo.
sig. Blog Comunicazione
(ma puoi chiamarmi Luca)
Sì Luca, io chiamo “strategia” quella della Apple la volontà di compiere delle scelte a volte discutibili ma che tendono a degli obiettivi ben precisi: l’evoluzione e la semplificazione. Io non so se il mercato vuole veramente questo, ma credo che più una cosa è semplice e bella, più velocemente viene adottata. E se l’Ipad avrà il successo dell’Iphone vedremo comparire, come è successo per quest’ultimo, altri “Ipad Killers” in giro che non faranno niente altro che confermare e diffondere le scelte di semplificazione della Apple, allineando alla “visione Apple” il mercato dei netbook, così come è stato per quello degli smartphone.
Viene da se che se l’utente si abituerà al multitouch, non potrà più farne a meno e quindi, una volta che i software saranno maturi (perchè non venitemi a dire che photoshop è progettato per essere usato con le dita…:)), tutto migrerà sul desktop e finalmente avremo “voltato pagina”.
Io personalmente, dopo più di dieci anni che traffico con mouse e cartelle su Mac e Pc, non vedo l’ora di poter lavorare con un’interfaccia più umana e più immediata.
Ciao e grazie
Stefano
Lafitte, ti rigiro questo link che mi pare interessante:
http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs211.snc3/21843_292893224512_22963604512_3259161_3190634_n.jpg
il doppio schermo si può fare eccome. se vuoi renderlo più robusto fallo mezzo centimetro più grosso tanto la sottigliezza in un oggetto di quelle dimensioni serve a poco.
sono d’accordo con lei. bisogna giudicare sul prodotto che è e non su quello che potrebbe essere. per questo dico che è una ciofeca mentre lei dice che i prossimi saranno migliori. può darsi, per ora però di questo stiamo parlando.
Jobs vende fumo, pubblicità, la chiami come vuole. forse non ha mai studiato economia altrimenti capirebbe a cosa mi riferisco.
riotta non è più intelligente di lei però non sarebbe male affatto un progetto tipo OLPC anche qui. ovviamente con le tecnologie aggiornate.
sui prodotti che possono competere con l’ipad le posso dire che possono competere tutti, dal mio modesto nokia e51 ai netbook , agli altri innumerevoli tabler, ai lettori ebook, ai laptop normali.
sul link che lei mette poi, mi sembra solo altra pubblicità. che prodotti sono? boh? non si sa dove vengono presi i prezzi e perchè vengano prese in considerazione solo certi requisiti.
ma no, lei non è fazioso, non è un macaco.
Gentilissimo Lafitte,
sperò che non si offenderà se le confesso che tengo ben più in considerazione i complimenti ricevuti per questo articolo da un personaggio del calibro di David Orban che le sue opinabilissime critiche.
Ho un parere ben chiaro riguardo a ciò che ha scritto, ma preferisco soprassedere e comunque ringraziarla di aver ‘perso tempo’ a scrivere su queste pagine. Lascio ai nostri lettori il divertimento di farsi una liberissima opinione su posizioni tanto distanti.
Prima di congedarmi la ringrazio di aver usato toni tanto cordiali ed entusiastici sul suo bel blog http://nuovalibertalia.blogspot.com/
Buona serata dal sig. Blog Comunicazione.
Ho sentito e letto diverse opinioni (complimenti per questo confronto), io me ne sto facendo una..intanto vi invito a dire la vostra sull’Ipad anche qui http://www.automamarketing.com/automa-sondaggi/
grazie di esser passato da qui Paolo.
Utile per giornalisti. Utile per medici. Utile per chi deve avere informazioni disponibili subito, e di facile fruizione.
E sicuramente è un interfaccia innovativa che smuoverà le acque. Ho solo un dubbio. In realtà oltre a navigare, leggere, consultare non si può fare molto altro, sbaglio? E ad esempio nella maggior parte dei lavori in cui sia necessario scrivere è un bel casino. Non sto criticando, e tra l’ altro non avendone mai preso in mano uno non potrei, ma qualche limite nel tempo a mio parere si presenterà.
Ciò non toglie che quel maledetto genio abbia dato inizio ad una bella rivoluzione, e che se andiamo avanti così, apple mangerà quote di mercato critiche ai concorrenti.
Mi metto qui e aspetto, intanto mangio patatine e mi godo la querelle.
Vedremo quando prenderà piede anche qui.
Marco
Copywater.blogspot.com
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