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Le100leggi #004: il rasoio di Occam

27 dicembre 2009 nessun commento

occam

Esistono 100 leggi essenziali, 100 principi tanto fondamentali da essere i pilastri sui quali si regge l’intero mondo della comunicazione e del design. Nella rubrica “le100leggi” scopriremo insieme queste regole, approfondendone una alla volta, con lo scopo di imparare a costruire e comprendere a fondo gli artefatti comunicativi. La regola di oggi riguarda la necessità di una progettazione essenziale e risponde al nome di rasoio di Occam.

Ludwig Mies van der Rohe, architetto tedesco celebre per il suo straordinario gusto per l’essenzialità di una progettazione ‘pelle e ossa’ (“skin and bone”), ha coniato uno dei motti di maggior successo della modernità: “il meno è più” (“less is more”).

Questa idea di privilegiare un approccio pulito e minimalista al design riscontra da qualche decennio una fortuna tanto indiscussa da essere assurto a ‘comandamento’ per il designer contemporaneo (il fantastico duo Jobs e Ive di casa Apple ne sa qualcosa). A voler formalizzare questo principio secondo il quale nel design la semplicità è da preferire alla complessità si può però ricorrere a un nome preciso: quello di ‘rasoio di Occam’.

Guglielmo di Occam sosteneva che “le cose essenziali non devono essere moltiplicate oltre la necessità”. Allo stesso tempo Aristotele diceva che “la natura opera nel modo più veloce possibile”, Grossatesta che “date circostanze uguali, è migliore e più apprezzabile ciò che richiede meno elementi”, Newton sosteneva che “bisogna ammettere solo quelle cause che sono necessarie per spiegare i fenomeni” e infine anche Einstein ribadiva la necessità di “rendere le cose semplici, non semplificarle”.

L’idea che soggiace al principio del rasoio di Occam è che gli elementi superflui riducono l’efficienza del design e aumentano esponenzialmente le probabilità di conseguenze impreviste. In presenza di una progettazione funzionale e intuitiva, la ridondanza non può che peggiorare le prestazioni. Senza contare che a livello estetico  l’eliminazione di elementi superflui ha il senso di un ‘taglio’ delle impurità che riporta alla straordinaria pulizia della linea e della forma. A volte anche in ambiti imprevedibili. Avete presente la homepage di Google?

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