Digitale terrestre terra terra.

Ci siamo: il digitale terrestre è arrivato anche a Roma. La politica si fa vanto del fatto che la Città Eterna sia la prima capitale europea ad aver effettuato lo switch off della TV analogica, ma con una certa nonchalance tralascia di far notare l’allarmante ritardo con il quale il nostro paese si sta presentando all’appuntamento con le nuove tecnologie che contano davvero, banda larga in testa. E mentre gli amichevoli volti televisivi salutano emozionati (e pilotati) la ‘nuova era’ della televisione, arrivano le prime lamentele per i forti problemi di ricezione. Così, come è già accaduto anche in altre regioni, alcuni canali sono spariti dalla tv analogica senza ancora arrivare sulla dtt (digital terrestrial television). E gli abbonamenti al digitale satellitare (leggi Sky) aumentano di numero.
Il problema è che la tecnologia dtt, che viene spacciata come ‘rivoluzionaria’, è in realtà già morta sul nascere. Inanzitutto gli impianti di trasmissione sono estremamente costosi e vergognosamente esosi da un punto di vista energetico (nonché fonte di inquinamento elettromagnetico). C’è poi da considerare che, data la peculiare natura orografica del territorio italiano, la loro collocazione potrebbe essere molto più problematica che nel resto d’Europa (con il rischio di ripetere gli ingentissimi sforzi economici sostenuti dalla RAI negli anni ‘60 per portare i ripetitori in valli e montagne). Eppure se a bilanciare queste difficoltà vi fosse una reale qualità della tecnologia, probabilmente le accetteremmo tutti di buon grado.
Ma il punto è che, per quanto sia ampio il numero di frequenze gestibili dal digitale terrestre, è pur sempre limitato. E mentre SkyTg24 può trasmettere contemporaneamente 6 trasmissioni diverse e contemporanee nello stesso canale, per ottenere lo stesso risultato la tecnologia dtt dovrebbe occupare una frequenza per ogni trasmissione. Per finire sia aggiunge un problema legato a quello che è il vero futuro delle trasmissioni televisive: l’alta definizione. Un canale HD sul digitale terrestre richiederà un impiego di frequenze considerevolmente superiore a quello dei trasmissioni tradizionali, limitando ulteriormente il bouquet offerto da questa mirabile tecnologia di cui tutti sentivamo il bisogno.
Che dire… Benvenuti nel passato!













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Eh mai poi chi gliela dava a Silvietto la sua pay-tv?
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