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Lo spirito del tempo.

14 novembre 2009 12 commenti

lo spirito del tempo

Oggi, prendendo spunto da alcune interessanti notizie della settimana (che menzioneremo alla fine), abbiamo l’ambizione di cercare di capire un po’ di più lo spirito del nostro presente e del nostro futuro. Per farlo ricorderemo eventi apparentemente lontani tra loro. Ma si tratta solo di unire i puntini.

Nel 1964 Marshall McLuhan, nelle pagine di Understanding Media, conia il termine ‘Villaggio Globale’. Per decenni la fortuna del neologismo sarà legata al medium televisivo, da molti prontamente identificato come l’attualizzazione tecnologica della visione del sociologo canadese.
La televisione, come tutte le tecnologie, ha una parabola discendente e, soprattutto, attraversa un processo dialettico che prima del suo declino la porta a trasformarsi da strumento in grado di unire le famiglie a causa di disgregazione e isolamento sociale.
Negli anni 80, mentre Umberto Eco saluta la nascita della neotelevisione, prende piede uno strumento tecnologico che avrebbe rivoluzionato per sempre la fruizione della musica: il Walkman di Sony. Alberto Abruzzese, nel suo Lessico della Comunicazione, offre un’interessante lettura di questa tecnologia di isolamento generazionale. Intanto, nel 1981, esordisce nell’etere un canale televisivo che avrebbe conosciuto un successo tanto grande da trasformarlo in fenomeno di costume: MTV. Su quell’altare l’industria musicale celebra il sacrificio dell’arte trasformando la musica in marketing e i videoclip in pubblicità. Il primo clip ad andare in onda è “Video killed the radio stars” dei Buggles.

Nel 1982 esce nei cinema di tutto il mondo Blade Runner, pellicola fantascientifica ispirata a un romanzo del 1968 di Philip K. Dick in cui Harrison Ford si aggira in un universo cyberpunk tra enormi schermi pubblicitari che segnano gli spazi urbanistici. Intanto il 1984 è passato, ma del Socing immaginato da Orwell nel suo libro del 1948 fortunatamente non ce n’è neanche l’ombra.
Mentre gli anni 80 si apprestano a chiudersi consumati dal trionfo dei media, alla periferia ovest di Ginevra, nei laboratori del più grande laboratorio mondiale di fisica delle particelle, un uomo lavora a uno scambio di informazioni su scala mondiale basato sugli ipertesti. Tim Berners Lee sta inventando il protocollo Http e il World Wide Web, nonché un nuovo mondo.

Arriva il villaggio globale. Questa volta sul serio. Il mondo spera e dispera: non si fa in tempo a ubriacarsi di new media e new economy che si crea una bolla speculativa che scuote dalle fondamenta le piazze economiche di tutto il mondo. Intanto arriva il 2000 e il temutissimo millennium bug si rivela l’ennesima fobia infondata. MTV ormai coltiva intere generazioni di teenager, mentre un’azienda americana che ha come logo una mela morsicata introduce sul mercato il successore del Walkman: l’iPod. Ma la fruizione della musica sta cambiando. Intanto dopo la Dot-Com bubble l’entusiasmo ha comunque ceduto il posto alla cautela, ma per la cautela non c’è tempo: arriva il Web 2.0 che rivoluziona di nuovo tutto.

Il mondo è completamente interconnesso e tutti sono conoscibili e reperibili. Un sito internet si trasforma in un leviatano da 250.000.000 di iscritti: se fosse un paese sarebbe il quarto più popoloso al mondo. Il suo nome è Facebook, e il Big Brother di 1984 è arrivato un po’ in ritardo. Intanto Nokia produce 13 telefonini al secondo, ma Apple presenta l’innovazione fatta oggetto. Arriva l’iPhone, il primo vero device per la connessione internet in mobilità. I tempi del Walkman sono culturalmente distanti anni luce.
Il WWW celebra 20 anni di vita. Tim Berners Lee rimpiange di aver inserito due slash nella sintassi http: se avesse programmato con più attenzione ne sarebbe bastato solo uno. Intanto profetizza che le pareti delle case si trasformeranno in giganteschi schermi connessi alla rete, e se la visione viene da lui e non dal Ridley Scott di Blade Runner c’è da crederci.

E siamo ai giorni nostri, a questa settimana, per la precisione. Il gigante Google diventa sempre più grande, e con buona pace della produzione record di Nokia acquisisce Gizmo5, società specializzata in tecnologie VoIP. Acquisisce anche AdMob, start-up specializzata sulla pubblicità per i dispositivi mobili. Negli stessi giorni sempre Google annuncia che un team di suoi ricercatori sta ultimando lo sviluppo di SPDY (si legge speedy), un nuovo protocollo che supererà i limiti storici dell’Http rendendolo di molto più veloce.
Questa settimana, sempre questa settimana, YouTube, altra emanazione di Mountain View, annuncia che è partito il test dello streaming video a 1080p. La risoluzione full HD arriva in rete, e la rete arriva nei televisori.

Intanto però la televisione arranca. MTV subisce i colpi inferti proprio da YouTube: chi è disposto ad aspettare ore per vedere il proprio video preferito quando può cercarlo in pochi secondi sul web? MTV annuncia mtvmusic.com, sito che ospiterà 25.000 videoclip musicali e che rappresenta il disperato tentativo di sopravvivenza di una rete che vede la propria fine vicina.
Intanto Firefox, leader dei browser open source, compie cinque anni di vita. Il suo creatore spende fiumi di parole per sensibilizzare sull’importanza della net neutrality e della diffusione della rete. In Italia il governo, nella persona di Giulio Tremonti, decide di congelare i fondi precedentemente stanziati per l’abbattimento del digital divide. Internet è veloce, certa politica un po’ meno.

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12 commenti »

  • Psy577 ha detto:

    Bella Master of Web, mi sono inumidito i neuroni leggendo questo articolo!

  • BlogComunicazione (author) ha detto:

    Le lacrime di commozione neuronale sono la mission del blog. asd

  • Digitale terrestre terra terra. | Blog Comunicazione ha detto:

    [...] nostro paese si sta presentando all’appuntamento con le nuove tecnologie che contano davvero, banda larga in testa. E mentre gli amichevoli volti televisivi salutano emozionati (e pilotati) la ‘nuova [...]

  • FedeM ha detto:

    solo una cosa:
    [...] Harrison Ford si aggira in un universo steampunk tra enormi schermi pubblicitari che segnano gli spazi urbanistici [...]

    Cyberpunk, non Steampunk… lo steampunk è tutt’altro…

  • BlogComunicazione (author) ha detto:

    Giustissimo! Imperdonabile errore di distrazione: poniamo subito rimedio! :-)

  • Hamlet ha detto:

    “la televisione ha una parabola discendente” ma siamo sicuri che sia così? A me la televisione sembra più viva che mai. Trovatemi un mezzo più diffuso e più usato nel mondo (il mondo non è solo l’occidente)

  • BlogComunicazione (author) ha detto:

    La TV come l’abbiamo sempre conosciuta sta morendo. I canali generalisti temono sempre più la concorrenza di quelli tematici, e quelli tematici rincorrono i contenuti user-generated (quindi la rete). Il digitale terrestre, che è una tecnologia morta in partenza, scimmiotta l’interattività della rete (ma sappiamo tutti come andrà a finire) mentre il satellite si fa forte grazie a target sempre più differenziati e esigenti (cioè consumatori nuovi). Mediaset introduce i film on demand (il cui naturale sbocco sarà la rete) mentre LA7 in rete ci trasloca proprio (vedi LA7.tv). Sì, la fine della TV è già iniziata.

  • Hamlet ha detto:

    mah… io consiglio di leggere l’articolo a pag. 56 su internazionale num 821 (13 nov 2009). L’articolo si chiama “la rivoluzione in una scatola – A quasi un secolo dalla sua nascita la televisione continua ad avere successo. E non produce solo spazzatura, ma anche cultura e democrazia” ed è la traduzione di un articolo di Charles Kenny su foreign policy disponibile qui
    http://www.foreignpolicy.com/articles/2009/10/19/revolution_in_a_box?page=full

    tra l’altro da almento trent’anni si parla di fine della tv e invece la tv è sempre lì, più viva che mai. I canali tematici, il satellite sono modi diversi di inviare un segnale televisivo, non sono cose diverse dalla tv. E quando avremo monitor più grandi e vedremo la tv attraverso internet non sarà internet ad aver vinto sulla tv, caso mai il contrario :-)

  • BlogComunicazione (author) ha detto:

    Segnalazione molto interessante, grazie! Comunque credo che quando cambia il modo di fruire dei contenuti nonché l’essenza stessa di una tecnologia, non si possa più parlare solo di televisione. Per come la vedo io quando la fruizione passiva di un flusso sarà morta, sarà morta la televisione. Poi certo, stare a disquisire sui nomi non è mai troppo utile! :-)
    Comunque il tuo blog http://technosoc.blogspot.com/ è molto interessante, complimenti!

  • Hamlet ha detto:

    grazie mille!

  • Jose Gragnaniello ha detto:

    Post molto bello, complimenti. Internet fa paura ecco perché bloccano i fondi.

  • BlogComunicazione (author) ha detto:

    Grazie! Verissimo, internet è il ‘powershift’, il potere che passa (almeno in parte) nelle mani delle masse…

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