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Effetto lowmarks. (1° parte)

30 ottobre 2009 nessun commento

effetto lowmarks

All’indirizzo di Blog Comunicazione è giunta una lettera. Il mittente è il social media coordinator di Ammiro Partners Roma, una nota agenzia di marketing che collabora con uno dei più importanti nomi della pubblicità mondiale, e nella mail si segnala alla nostra attenzione l’ultima pubblicità curata per un famosissimo brand automobilistico.

Lo strumento della ’segnalazione’ è sempre più frequente e per ora è di certo una strategia efficace ed efficiente, per usare il binomio tanto caro alla gestione aziendale. È tutt’altra cosa rispetto al criticabile costume delle ‘recensioni retribuite’ tanto diffuso in rete (e recentemente normato negli USA da una legge federale) e rappresenta comunque un modo per entrare in contatto con una news che rischia facilmente di sfuggire ai feed quotidiani.  Ma il fattore che determina la diffusione crescente delle segnalazioni ai blog da parte delle aziende è sostanzialmente uno: la capacità di ottenere per il contenuto segnalato un’ottima visibilità a costo zero, facendo leva sull’atavica pigrizia intellettuale di molti degli articolisti del web.

È lapalissiano che il blogging sia un fenomeno straordinario e che sempre più di frequente siano proprio i grandi blogger a influenzare il mercato dell’informazione e non. Però chiunque abbia una frequentazione assidua del web sa anche che accanto a pochi ‘cavalli di razza’ esiste una sterminata schiera di professionisti del blog che si limita a fornire contenuti privi di qualsivoglia spirito critico o visione d’insieme: dei ‘news aggregator‘ umani e sfornati in serie, per dirla altrimenti. Proprio per questo motivo Blog Comunicazione generalmente non prende in considerazione le segnalazioni: il loro presentarsi come dei ‘post preconfezionati’,  dei brevissimi comunicati stampa i cui concetti chiave sono posti in risalto grazie all’uso del grassetto (un ennesimo impiego di quell’effetto Von Restorff cui abbiamo dedicato una rubrica), ne comporta una diffusione omologata che non si addice alla nostra linea editoriale. Poco importa se, come ci ricorda il già citato Luca Sofri, è la stessa stampa cartacea a ricorrere sempre più spesso alla pubblicazione pedissequa dei comunicati delle aziende.

Eppure questa volta vogliamo fare un’eccezione: la pubblicità che ci è stata segnalata merita un ragionamento approfondito, perché realizzata espressamente per il web da Saatchi & Saatchi. E, per chi non lo ricordasse, Saatchi & Saatchi è un gigante mondiale della pubblicità, il cui CEO worldwide Kevin Roberts è celebre anche per aver introdotto nell’advertising i concetti di Lovemarks e Sisomo.

Nella seconda parte di questo articolo, in rete tra due giorni, ragioneremo proprio di questi ‘rivoluzionari’ concetti e di quale sia il loro rapporto con il commercial segnalato. Appuntamento a domenica.

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