Il logo Magic Italy scompare magicamente.

Con una malinconica lacrima per la grande opportunità persa, dobbiamo registrare la smentita sull’adozione di quella straordinaria vetta del design internazionale che prometteva di essere il logo “Magic Italy”, immagine dell’Italia nel mondo presentata pochi giorni or sono dal ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. Dobbiamo mestamente lasciarci alle spalle quel gradevolissimo puzzo di anni ’80, nonché quell’ardita sperimentazione dell’intera galleria filtri di Photoshop.
Verificata l’accoglienza non proprio calorosa riservata al marchio da designer e internauti, che ne avevano prontamente fatto il proprio oggetto di scherno prediletto, il premier ha ordinato di mettere il freno alla magia in salsa tricolore smentendo di averla mai ufficializzata, e proponendone una versione riveduta e corretta. Ovviamente si era solo trattato di un fraintendimento.

A ben guardare, però, il suddetto episodio non suona affatto nuovo: già in precedenza qualcuno aveva provato ad attentare biecamente all’immagine dell’Italia nel mondo. È un vizio bipartisan, evidentemente. Anni addietro Francesco Rutelli, prima di un insuccesso epico che portò a sperperare cifre astronomiche e assolutamente fuori mercato in un portale turistico che fallì nell’arco di un anno, presentò un mirabile lavoro grafico che traeva ispirazione un po’ da un cetriolo e un po’ da un kazoo, e che ovviamente non mancò di suscitare unanimi consensi. In quell’occasione però si dimostrò al passo con i tempi lanciando, forse non troppo consapevolmente, un video virale in cui sfoggiava un inglese impeccabile. Siamo in buone mani.















Meno male.
Hai ragione nel dire che il logo puzzava tremendamente di vecchio.
A dir poco sconcertante! E pensare che non è l’unico problema: l’altro giorno su Repubblica c’era il banner flash di una pubblicità progresso con il logo della presidenza del consiglio IN RASTER!!!
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