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Elezioni in Iran: la censura e la rete.

16 giugno 2009 2 commenti

ahmadinejad

Non vi sono ancora prove certe di brogli elettorali nell’Iran di Ahmadinejad (probabilmente è solo questione di tempo), ma la compagine sempre più inquietante nella quale si è verificata la disfatta elettorale di Moussavi ha le tinte forti di uno dei momenti più neri della dittatura Iraniana. Nonostante la censura totalizzante dei media tradizionali, il disturbo delle trasmissioni satellitari dei reporter internazionali, il sabotaggio della rete di telefonia mobile e la pesante censura di Internet estesasi anche a Facebook (dove il leader dell’opposizione contava circa 45.000 sostenitori), sembrava che i manifestanti avessero trovato un modo per far sentire la propria voce: la rete di microblogging di Twitter. Ma nelle ultime ore la mano del censore si è abbattuta anche sui twitters, tanto che Bret Taylor, uno dei fondatori del servizio di seed personalizzabili FriendFeed, dimostra sul proprio sito come il traffico verso il servizio sia praticamente cessato negli ultimi due giorni.

censura-freind-feed

Ma nel frattempo, con le strade gremite da una fiumana umana che sfida il regime al grido di “Allah u Akbar” (“Dio è grande”: lo stesso slogan della rivoluzione khomeinista del 1979), neanche i media di stato riescono più a contenere le notizie: viene così dall’emittente ufficiale Radio Payam la notizia dell’uccisione di sette manifestanti da parte delle forze dell’ordine dei militari.  E nell’era di internet, dove non possono le tv ufficiali, possono i fenomeni di reporter diffuso: è stato divulgato in rete un video in cui un manifestante documenta la violenta repressione in atto a Theran. Ecco la dimostrazione di come il web e il giornalismo partecipativo abbiano un ruolo chiave nel powershift.

In copertina un’efficace immagine di una campagna McCann Erickson per Reporter Senza Frontiere.

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2 commenti »

  • Fuoco amico. | Blog Comunicazione ha detto:

    [...] infatti indispensabile quando documenta avvenimenti altrimenti inaccessibili ai media ufficiali (il ruolo svolto da YouTube e Twitter nel documentare la repressione Iraniana è stato illuminante), ma fatica [...]

  • È fatta: Google dice no alla censura Cinese. | Blog Comunicazione ha detto:

    [...] natura pervasiva della rete  è difficile da controllare. Già in passato abbiamo commentato il ruolo svolto dai blogger iraniani nel liberarsi della mordacchia del censore, eppure in quello [...]

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